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	<title>EdilNotizie.it &#187; Prevenzione Incendi</title>
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	<description>Qualità negli Appalti e Sotenibilità nel Costruire - Formazione Gratuita on Line</description>
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		<title>Pompe Antincendio e Dintorni La Buona Tecnica</title>
		<link>http://www.edilnotizie.it/2009/02/pompe-antincendio-e-dintorni-la-buona-tecnica/</link>
		<comments>http://www.edilnotizie.it/2009/02/pompe-antincendio-e-dintorni-la-buona-tecnica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 13:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Norman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione Incendi]]></category>
		<category><![CDATA[Pompe Antincendio]]></category>

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		<description><![CDATA[La comparsa di nuove norme nel panorama Italiano riguardo ai sistemi antincendio ad acqua, sta ridisegnano interamente una filosofia di “buona tecnica” che pareva ormai persa.  Ebbene, parlando delle pompe antincendio, ci addentreremo proprio negli aspetti di quella “buona tecnica” di cui, in passato, si teneva raramente conto. Il Tipo di Pompa Una prima grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="Section1">
<p class="CM14"><img class="alignleft" src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_21_flange.jpg" alt="" width="246" height="198" />La comparsa di nuove norme nel panorama Italiano riguardo ai sistemi antincendio ad acqua, sta ridisegnano interamente una filosofia di “buona tecnica” che pareva ormai persa.<span>  </span>Ebbene, parlando delle pompe antincendio, ci addentreremo proprio negli aspetti di quella “buona tecnica” di cui, in passato, si teneva raramente conto.</p>
<h2><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Il Tipo di Pompa </span></span></strong></h2>
<p class="Default"><span>Una prima grande novità arriva dalla nuova norma UNI EN 12845 e riguarda la tipologia delle pompe antincendio.<span>  </span>Si richiede infatti che: </span></p>
<p class="Default"><span>- &#8220;dovunque è possibile si devono utilizzare pompe centrifughe ad asse orizzontale installate sotto battente… e, se non fattibile si possono utilizzare pompe orizzontali soprabattente o pompe verticali a flusso assiale”. </span></p>
<p class="Default">- “…le installazioni soprabattente e con pompe sommerse dovrebbero essere evitate ed usate solo dove non <span> </span>praticabile un’installazione sottobattente…”</p>
<p class="Default">In considerazione di ciò, la norma ha sancito quali tipi di pompe devono essere usati e per quali altri se ne sconsiglia l’adozione. Il fatto che la norma non menzioni altre possibilità, potrebbe essere interpretato come semplice lacuna, ma dopo oltre 15 anni di elaborazione della norma e alla luce dell’esperienza internazionale, è ragionevole supporre che sia una voluta omissione, forse, perché altre soluzioni non rispondono a quei requisiti generali di sicurezza richiamati dalle direttive europee.<span>  </span>Ovviamente lo stato dell’arte è in continua evoluzione, pertanto anche le norme sono sempre alla affannosa rincorsa di un continuo adeguamento alla migliore soluzione tecnica . Ecco alcuni esempi di pompe centrifughe che la norma non ritiene di menzionare, ma che nessuno si sognerebbe mai di utilizzare per il servizio antincendio :</p>
<p class="Default"><img class="alignnone" src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_1_modelli_vecchi.jpg" alt="" width="628" height="170" /></p>
<p class="CM5"><span>La norma privilegia la scelta della pompa ad asse orizzontale sottobattente, motivandola per la semplicità di smontaggio (“back pull out” se ad aspirazione centrale “end suction”) e con la possibilità di </span></p>
<p class="CM1"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1026" type="#_x0000_t75"  style='width:189pt;height:126.75pt;mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image002.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image002.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_2_orizzontale_sottobattente.jpg" alt="" /><span> </span>accedere agli organi della pompa, senza dover </span></p>
<p class="CM15"><span>smontare le tubazioni di aspirazione e mandata. </span></p>
<p class="CM15"><span>Mentre la ragione della scelta della pompa verticale a <span style="text-decoration: underline;">flusso assiale </span>(vertical turbine pump) in alternativa alla pompa orizzontale sottobattente, è dovuta al fatto che questa è una pompa progettata affinché la parte idraulica, resti immersa (quindi sotto battente) e, per sua natura è la pompa concepita per “pescare” l’acqua che sta sotto il piano di calpestio o di riferimento. </span></p>
<p class="Default"><span style="text-decoration: underline;"><span>Vanno evidenziate invece le ragioni per cui si sconsiglia l’uso delle altre installazioni o tipologie : </span></span></p>
<p class="Default"><span>• gli impianti con pompe orizzontali soprabattente sono impianti complessi ed ad elevato rischio di “indisponibilità”. Un sistema che dipende da una valvola di fondo e da un circuito di adescamento è inaccettabile nelle normali applicazioni industriali, tanto più se è a servizio di un sistema di sicurezza; ecco la prima grande ragione per cui sono da evitare tali installazioni. </span></p>
<p class="Default"><span>• Le pompe sommerse invece sono state progettate per essere installate in pozzi , in acque di falda pressoché assolutamente pulite ed in posizione verticale , affinché il motore possa venir raffreddato durante il funzionamento. In assenza di questi requisiti , le pompe sommerse diventano poco affidabili e indisponibili. Il loro utilizzo è da evitare, per l’impossibilità di controllo e manutenzione . </span></p>
<p class="Default"><span> </span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1027" type="#_x0000_t75" style='width:64.5pt;height:3in;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image004.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image004.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_3_verticale_flusso_assiale.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<p> </p>
<div class="Section2">
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>La curva caratteristica della pompa antincendio </span></span></strong></p>
<p class="CM16"><span>La curva caratteristica della pompa deve essere del tipo stabile, e cioè, una curva in cui la prevalenza massima e la prevalenza a mandata chiusa sono coincidenti e la prevalenza totale diminuisce in maniera continua con l’aumento della portata…. Non è pertanto accettabile nessun tipo di curva che tenda a cadere di prevalenza verso il valore di “shut-off “ (prevalenza a mandata chiusa). Se ammettessimo una caduta di prevalenza in quella zona, sarebbe necessario individuare quando questo accada (al 10%“, al 20% o al 50% della portata di progetto? ) Vedi esempio fig 1<img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_4_curva caduta prevalenza.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="CM14"><span>Sempre riferendoci alla curva, va inoltre considerato che la curva ideale per un impianto antincendio deve essere la più piatta possibile, poiché ciò favorisce l’incontro con le aree favorita e sfavorita (figure 2 ).<span>  </span></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1029" type="#_x0000_t75" style='width:480pt;height:132pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image008.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image008.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_5_prevalenza_curva_piatta.jpg" alt="" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_6_prevalenza_curva_ripida.jpg" alt="" width="411" height="227" /></span></p>
<p class="CM15"><span>fig 2 -fig 3 </span></p>
<p class="CM16"><span>Una curva molto ripida (fig 3), al contrario, crea problemi nel dimensionamento di una rete sprinkler. Anche se la rete idranti non richiede “normativamente” le verifiche sulle diverse aree, va da sé, che nella progettazione sia necessario rapportare la curva dell’impianto con quella caratteristica della pompa, soprattutto in reti complesse o reti miste nuove ed esistenti. Inoltre pressioni elevate sulle reti idranti possono dar luogo alla ingestibilità della manichetta e della lancia. La scelta di curve “piatte” è di fatto prevista sia dalla UNI EN 12845 nei sistemi precalcolati, che richiede il 140% di portata a non meno del 70% della prevalenza, che dalla norma NFPA 20, dove addirittura questi valori, per tutte le pompe salgono al150% della portata a non meno del 65% della prevalenza. Con tali valori le curve di impianti anche </span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1030" type="#_x0000_t75" style='width:297.75pt;height:159pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image010.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image010.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_7_prevalenza_curve_diverse.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<p><strong>Va poi assolutamente chiarito che:</strong></p>
<div class="Section3">
<p class="Default"><span><span>.<span> </span></span></span><span>esistono pompe centrifughe che per loro natura sono state progettate per avere curve ripide, ad esempio quelle adottate per gli impianti di pressurizzazione idrica (acquedotti, impianti domestici e industriali, ecc) , dove la curva ripida viene addirittura esasperata con la regolazione e il controllo delle pompe tramite apparecchiature come gli inverter, in grado di gestire forti variazioni di pressione oltre che di portate. </span></p>
<p class="Default"><span><span>.<span>  </span></span></span><span><span> </span>Vi sono invece altre pompe centrifughe che non sono progettate per lavorare in impianti con requisiti di variazione e controllo della pressione, perché di fatto hanno curve generalmente “piatte”.<span>  </span></span></p>
<p class="Default"><span> </span></p>
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Quindi:<span>  </span>la pompa giusta per il servizio giusto! </span></span></strong></p>
<p class="CM15"><strong><span>Riguardo alla curva caratteristica</span></strong><span> della pompa sarebbe opportuno poi adottare criteri di scelta, che nel mondo industriale e di processo sono uno standard e seguire alcune preziose indicazioni: </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>che la pompa antincendio venga selezionata con una curva caratteristica tale che la pendenza massima dal punto di funzionamento allo shut-off , ad esempio :<span>  </span></span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>non ecceda il 15% per le pompe ad asse orizzontale, </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>non ecceda del 30% per le pompe ad asse verticale immerse (vertical turbine pump).<br />
e che :</span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>il punto di funzionamento deve essere situato a sinistra del punto di massimo rendimento della pompa, </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>il valore di NPSHr (richiesto) dalle pompe antincendio non superi al punto di funzionamento i 4,5 m<span>  </span>per le pompe ad asse orizzontale o gli 8,5 m per le pompe ad asse verticale a flusso assiale, </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>          </span></span></span><span>la tolleranza inferiore sulla prevalenza non potrà essere inferiore a “0”, in accordo alle ISO 9906 circa le prestazioni delle pompe (vedi nota ..”altri valori di tolleranza (es. tolleranze solo positive ) possono essere definite da accordi “other tolerance ranges…)., ovvero non considerando i valori di tolleranza molto “comodi ”<span>  </span>che la norma<span>  </span>ISO 9906 grado 2 definisce (fig 5). <strong>Se ci si aspettano 100 m3/h a 80m, pochi sanno che le pompe, essendo provate con queste tolleranze (ISO 9906 grado 2), la portata reale potrà essere anche di 92m3/h (-8%) e la prevalenza reale potrà essere anche 76m (-5%). </strong></span></p>
<p class="Default"><span><span>La norma NFPA</span><span> 20, non ammette tolleranze negative sulla prevalenza!</span></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1031" type="#_x0000_t75" style='width:383.25pt;height:143.25pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image012.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image012.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_8_prevalenza_curve_tolleranza.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<div class="Section5">
<p class="Default"><strong><span>Ed inoltre considerare ad esempio che: </span></strong></p>
<p class="Default"><span><span>1.<span>       </span></span></span><span>il diametro della girante installata dovrebbe essere al massimo al 95% del diametro massimo installabile, alfine di disporre di un margine di variazione in caso di variate condizioni di esercizio o erronee valutazioni. </span></p>
<p class="Default"><span><span>2.<span>       </span></span></span><span>nel caso di uso di pompe azionate da motori Diesel, la massima velocità di rotazione, non dovrebbe superare il 95% della massima velocità dichiarata del motore Diesel.</span></p>
<p class="CM15"><span>Molte di queste prescrizioni, che potrebbero apparire “aliene”, sono invece adottate come criteri standard dall’engineering a livello nazionale ed internazionale, oltre che essere utilizzate come criterio di comparazione <span style="text-decoration: underline;">tecnica/economica <strong>oggettiva</strong></span>. Pensare che la pompa antincendio sia una pompa “standard” è un grave errore, poiché in realtà è una macchina che deve garantire il funzionamento restandosene a “riposo” per la maggior parte del suo tempo, quindi la sua disponibilità è aleatoria, a meno di tenerla in moto 24 ore su 24 ore, come accade in impianti di processo.</span></p>
</div>
<div class="Section6">
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Pompa di pressurizzazione (jockey pump) </span></span></strong></p>
<p class="CM15"><span>Va evidenziato invece, che la curva caratteristica di una pompa di pressurizzazione, sia invece importante che sia ripida, permettendo cosi una buona regolazione e controllo della rete antincendio. Le pompe sommerse, e, in genere le pompe multistadio (a più giranti ), hanno proprio tali caratteristiche. Occorre inoltre ricordare che le portate delle pompe di pressurizzazione devono essere piccole. La futura revisione della norma UNI EN 12845 (come previsto da sempre, invece nella norma NFPA 20) prevederà che la portata di queste pompe non superi quella del valore erogato da un erogatore sprinkler. <span style="text-decoration: underline;">In sostanza la pompa di pressurizzazione o jockey, non deve servire ad irrigare i giardini o lavare gli automezzi.</span></span></p>
<p> </p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1032" type="#_x0000_t75" style='width:40.5pt;height:131.25pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image014.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image014.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_9_pompe di pressurizzazione.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<p><span><br />
</span></p>
<div class="Section7">
<p class="Default"><span> </span></p>
<p class="CM15"><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1033" type="#_x0000_t75" style='width:234pt;height:126.75pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image016.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image016.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_10_aspirazione_piastra_antivortice.jpg" alt="" /><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>L’ “aspirazione” della pompa </span></span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Piastra antivortice </span></span></strong></p>
<p class="CM15"><span>Si tratta di un componente semplicissimo, ma fondamentale, che invece viene spesso omesso, perché non “compreso”. E’ invece il primo accessorio nella sequenza fisica, sulla condotta aspirante, che, aumentando la superficie laterale d’ingresso, riduce drasticamente la velocità del flusso, a vantaggio di una bassissima turbolenza. E’ qui che Il fluido così comincia la sua corsa, che lo porterà poi a districarsi tra valvole, riduzioni, curve ecc. Si tratta molto semplicemente di una piastra quadrata o tonda che posizionata sotto la condotta e distante, dal pavimento della riserva idrica, <strong>qualche centimetro</strong>, favorisce appunto, la riduzione della velocità e della turbolenza in aspirazione.</span></p>
</div>
<div class="Section8">
<p class="CM15"><strong><span>Il cono eccentrico in aspirazione. </span></strong></p>
<p class="CM15"><span>Il cono di riduzione eccentrico è un componente fondamentale che, permettendo di convogliare il flusso quando si riduce il diametro della condotta, evita la formazione di dannosissime sacche d’aria.<span>  </span>Il cono di riduzione alla pompa si rende oltretutto spesso necessario, alfine di garantire che la velocità minima del flusso in aspirazione sia al di sotto di limiti normativi (nella UNI EN 128451,8 m/s per pompe sottobattente ), limiti che fino a ieri era considerata solo “buona tecnica”.<img style="border: 0px initial initial;" src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_11_cono_eccentrico_aspirazione.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<div class="Section9">
<p class="CM14"><strong><span>Le curve in aspirazione<span>  </span></span></strong></p>
<p class="Default"> </p>
<p class="CM9"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1035" type="#_x0000_t75" style='width:222pt;height:175.5pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image020.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image020.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_12_curve_in_aspirazione.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="CM9"><span>Vanno assolutamente evitate le curve in aspirazione, poiché queste creano differenti<span>  </span>velocità di ingresso in aspirazione della<span>  </span>pompa, dando luogo a disturbi del flusso dannosi, proprio in corrispondenza alla girante della pompa. Una condotta rettilinea e di tratto sufficientemente lungo (la norma UNI EN 12845 richiede 2 volte il diametro della condotta) è l’unica possibilità per mantenere un flusso il più possibile lineare e ordinato. Tratti curvi, cambi di direzione o variazioni<span>  </span>repentine di sezione, danno luogo a flussi caotici e disturbati, che non sono più gestibili correttamente dalla pompa e, l’effetto si traduce inevitabilmente in prestazioni non corrette, non riscontrabili nel tempo e spesso anche difficilmente controllabili (strumenti di misura di portata e pressione con letture instabili).</span></p>
</div>
<div class="Section10">
<p class="Default"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Tipo di valvole </span></span></strong></p>
<p class="CM17"><span>Restando in </span></p>
<p class="CM17"><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1037" type="#_x0000_t75" style='width:101.25pt;height:2in;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image024.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image024.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_13_tipi_valvole.jpg" alt="" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_14_termografia_valvole.jpg" alt="" /><span> </span>tema di problemi che si possono verificare nella condotta di aspirazione, va evidenziato che l’uso di valvole a farfalla, <span style="text-decoration: underline;">è da <span> </span></span>evitare, poiché queste riducono la sezione di passaggio (a parità di sezione ovviamente). La cosa peggiore però è nella loro caratteristica di spezzare il flusso, favorendo proprio quelle <span> </span>turbolenze tanto dannose, soprattutto nelle vicinanze dell’aspirazione delle pompe. La norma <span> </span>NFPA 20 infatti richiede l’uso delle sole valvole a saracinesca, dove il passaggio del flusso è totale e la turbolenza <span> </span>è ridotta al minimo. Di recente la norma NFPA 20, ammette l’uso delle valvole a farfalla in <span> </span>aspirazione, ma solo se poste a 15,3 metri dalla flangia <span style="text-decoration: underline;">della pompa</span>.</p>
</div>
<div class="Section11">
<p class="CM15"><strong><span>Il “VALORE” di NPSH (Net Positive Suction Head) </span></strong></p>
<p class="Default"><span>Si può tradurre come ”battente netto positivo in aspirazione” e fondamentalmente si tratta di un numero espresso in metri derivante da una somma algebrica tra i valori di pressione barometrica, perdite di carico , tensione di vapore del liquido e pressione all’aspirazione. Se il valore di NPSHd (disponibile) varia con le caratteristiche dell’impianto, quindi con le perdite di carico della condotta, con la tensione di vapore del liquido, con la pressione barometrica, con l’altitudine s.l.m. e col battente di liquido che può stare sopra o sotto l’asse della pompa, il valore dell’NPSHr (richiesto) invece è un valore intrinseco di ogni pompa, che in genere peggiora all’aumentare dei giri, e migliora se si riduce la prevalenza di mandata. In sostanza, l’NPSHr della pompa, dipende soprattutto dal progetto della girante, e si traduce semplicemente nella capacità di “catturare il fluido” senza spezzarlo. Poniamo un caso come rappresentato dalla figura e consideriamo una pompa soprabattente, dove possiamo avere un </span></p>
<p class="CM1"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1038" type="#_x0000_t75" style='width:297pt;height:208.5pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image026.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image026.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_15_pompa_soprabattente.jpg" alt="" width="396" height="278" /><span> </span>dislivello negativo dell’acqua a -3,2 m, una temperatura di 15°C (Tens vapore 0,17m), e sebbene una velocità del flusso di 1.5m/s, una valvola di fondo ed una curva che creano perdite di carico di circa 2 m, risultato : <strong>un <span style="text-decoration: underline;">disastro </span></strong></span></p>
<p class="CM1"><span>La pompa nell’esempio, per norma dovrà avere un NPSHr inferiore ai 4m, (un metro è la differenza normativa, richiesta tra disponibile e richiesto) e, più questo valore si avvicina ai 4m più il fluido prima tenderà a vaporizzare, fino a distaccarsi. Ovviamente con pressioni barometriche più basse, temperatura dell’acqua più alte e perdite di carico in condotta maggiori, il disastro è <span style="text-decoration: underline;">ulteriormente assicurato</span>! Si potrà supporre che tale esempio sia un limite, ma se in un impianto <strong>sottobattente </strong>supponiamo di utilizzare acqua a 40°C (la tensione di vapore è di circa 0,75m) o di trovarci in collina a 600m s.l.m. (press bar 9,62m) e con il livello minimo X a 0,1m<span>  </span>dall’asse della pompa e provare ad usare una pompa con NPSHr di 7 m, ci troveremo ancora una volta in <strong>un fallimento</strong>. Il valore tra NPSHd e NPSHr va quindi assolutamente sempre verificato, anche con pompe sottobattente o con pompe verticali immerse! <strong>Sbagliato pertanto</strong> pensare che la sola bassa velocità in aspirazione sia sufficiente a garantire il funzionamento corretto di una pompa centrifuga.<span>  </span>Temperatura dell’acqua, altitudine e perdite di carico create da valvole a farfalla in aspirazione, curve e cambi di direzione del flusso, sono situazioni che incidono violentemente sulla capacità della pompa di “catturare il flusso”! Occorre pertanto che il progettista “progetti” e che verifichi le condizioni di aspirazione e che l’impiantista realizzi su tale progetto e non si presuma che sia sufficiente ingrandire un po’ la condotta di aspirazione</span><span>. </span></p>
<p class="CM15"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1039" type="#_x0000_t75" style='width:173.25pt;height:133.5pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image028.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image028.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_17_cono_in_mandata.jpg" alt="" /><strong><span style="text-decoration: underline;">Oltre la pompa </span></strong></span></p>
</div>
<p> </p>
<div class="Section12">
<p class="CM15"><strong><span>Cono in mandata </span></strong></p>
<p class="CM1"><span>La norma UNI EN</span><span> 12845 cita che…..”qualsiasi tubazione conica posta sulla mandata della pompa deve allargarsi nella direzione di flusso con un angolo che non sia maggiore di 15°”. Sebbene sia abbastanza rilevante che l’angolo con cui l’acqua venga convogliata in aspirazione e che questo angolo non superi i 15° (20° con le future revisioni, ma non cambia lo spirito di cosa vuol ottenere la norma), in mandata invece, il concetto non ha equivalenza, poiché in questo caso si tratta di un angolo che deve permettere, riducendo la velocità, di ridurre perdite di carico, ed avere minori vibrazioni e rumore a valle della pompa. <span style="text-decoration: underline;">L’angolo di uscita di 15° va riferito all’asse di riferimento , considerando comunque la velocità massima di 6 m/sec in<br />
corrispondenza delle valvole.</span></span></p>
</div>
<div class="Section13">
<p class="CM15"><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1040" type="#_x0000_t75"  style='width:150.75pt;height:122.25pt;mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image030.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image030.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_16_circuito_di_ricircolo.jpg" alt="" /><strong><span>Il circuito di ricircolo<span>  </span></span></strong></p>
<p class="CM1"><span>Quando una pompa antincendio si avvia, e, non vi è erogazione d’acqua dalla mandata, questa non si arresterà se non per l’intervento manuale dell’operatore, che, se non tempestivo, rischia di veder andare in ebollizione l’acqua contenuta all’interno del corpo pompa, con conseguenze gravissime per la pompa ma anche per l’intera macchina. Il circuito di ricircolo è un semplice dispositivo, che altro non è che un foro di modeste dimensioni (diaframma in genere),<span>  </span>in grado di far fuoriuscire una quantità d’acqua dalla mandata della pompa durante il suo funzionamento, in queste condizioni critiche e mantenere nel tempo un modesto incremento di <span style="text-decoration: underline;">temperatura dell’acqua contenuta nella pompa</span>. Tale quantità d’acqua, o meglio di portata, deve essere tenuta in considerazione dal costruttore della pompa antincendio, ovvero deve essere integrata e sommata alla portata richiesta dall’impianto, poiché non sarà mai disponibile all’impianto <span style="text-decoration: underline;">antincendio. </span>Questa portata d’acqua, spillata dal circuito di ricircolo, però non va confusa con la <strong>portata di minimo funzionamento</strong>, poiché quest’ultima è un valore di portata che potrebbe essere di molto superiore a quella di ricircolo. Il concetto di portata di minimo funzionamento è un valore legato a più aspetti: </span></p>
<p class="Default"><span><span>.<span>   </span></span></span><span><span>  </span>portata minima per la quale non intervengano fenomeni di turbolenza idraulica propria della pompa con conseguenti vibrazioni e rumore, </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>   </span></span></span><span>portata minima sotto la quale la curva di funzionamento cade repentinamente, </span></p>
<p class="Default"><span><span>·<span>  </span></span></span><span>portata minima, per la quale le spinte radiali e assiali generano surriscaldamento dei cuscinetti, danneggiamento degli anelli di bilanciamento idraulico, ecc. Potremmo così trovarci ad esempio con una pompa in cui lo scambio termico sia perfettamente bilanciato dal prelievo di acqua dal circuito di ricircolo, ma che vibri paurosamente o che le spinte radiali provochino un elevata temperatura dei cuscinetti. A questo punto il valore di portata del circuito di ricircolo dovrà tenerne conto, poiché per una pompa <span style="text-decoration: underline;">antincendio, <strong>non è prioritario che qualcuno si ricordi di spegnerla!</strong></span></span></p>
</div>
<div class="Section14">
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Giunto elastico antivibrante </span></span></strong></p>
<p class="CM15"><span>Tale accessorio è in grado di assorbire le vibrazioni e piccoli disallineamenti tra l’aspirazione della pompa e la tubazione di aspirazione della stessa, che, essendo solidale con la riserva idrica, può provocare seri problemi alla pompa e alla riserva idrica (allagamenti di locali pompe interrati sono un tipico esempio della mancata adozione di giunti antivibranti). <span style="text-decoration: underline;">Occorre fare attenzione però che se usato il giunto antivibrante in gomma, questo non va posto sulla bocca di </span>aspirazione della pompa (la norma vieta di posizionarci le valvole e per ragioni ovvie <strong>non è saggio posizionarci un “problema”</strong> ) , infatti la sua sezione interna viene ridotta drasticamente del 20% ed oltre, a seconda di quanto forza dispongo per serrare i bulloni frapposti al giunto, creando due variazioni di sezione (una sorta di doppio diaframma) che <span style="text-decoration: underline;">produce turbolenza e aumento localizzato della velocità proprio vicino alla girante. Pertanto il giunto elastico va posto <strong>lontano </strong>dalla bocca aspirante. </span></span></p>
<p class="CM19"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1041"  type="#_x0000_t75" style='width:144.75pt;height:129.75pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image032.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image032.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_18_giunto_antivibrante.jpg" alt="" /></span><strong><span>SI </span></strong></p>
<p class="CM20"><strong><span>NO </span></strong></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1042" type="#_x0000_t75"  style='width:2in;height:133.5pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image034.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image034.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_19_giunto_antivibranteNO.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<div class="Section15">
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Strumentazione </span></span></strong></p>
<p class="CM20"><span>Il manometro sulla condotta di mandata e il vuotomanometro sulla condotta di aspirazione <span> </span>della pompa non sono un optional! Il controllo della prevalenza di mandata si effettua correttamente solo sulla mandata della <span> </span>pompa, cosi come il valore di prevalenza in aspirazione si effettua solo in condotta aspirante , <span> </span><strong><span style="text-decoration: underline;">non in altri punti dell’impianto</span></strong>! <span> </span>Prevedere quindi un vuotomanometro ed un manometro sulle pompe, vuol dire poter <span> </span>monitorare le prestazioni, dove correttamente vanno monitorate. Manometri o vuotomanomentri posizionati su tratti conici o percorsi<span>  </span>irregolari (vedi coni o tratti <span> </span>di curve), nulla hanno a che vedere né con la “buona tecnica”, né col buon senso! </span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1043" type="#_x0000_t75" style='width:117.75pt;height:162pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image036.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image036.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_20_manometro.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<div class="Section16">
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Sostegno delle tubazioni </span></span></strong></p>
<p class="CM18"><span>E’ assolutamente necessario sostenere le tubazioni di aspirazione (dando per scontato che in mandata accada lo stesso), semplicemente per il fatto che le flange di tutte le pompe possono sopportare modeste tensioni e carichi e comunque nei limiti del tipo di materiale dei corpi pompa utilizzato. Corpi pompa in ghisa, sono fragili per la natura stessa del materiale, e quindi sollecitare a trazione o flessione questo materiale vuol dire provocare gravi fratture alla pompa. Ma anche con altri materiali sussistono problemi. Se le flangie di un corpo in acciaio inox vengono caricate in modo non omogeneo, la pompa intera, seguirà questo comportamento fino ad arrecare disallineamenti importanti tra pompa e motore. Quasi sempre un problema di <span style="text-decoration: underline;">disallineamenti è causato proprio da tubazioni che caricano le flange fino a produrre distorsioni perfino ai basamenti. </span></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1044" type="#_x0000_t75"  style='width:243.75pt;height:196.5pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image038.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image038.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_21_flange.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1045" type="#_x0000_t75" style='width:2in;height:103.5pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image040.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image040.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_1_modelli_vecchi" alt="" width="192" height="138" /></span></p>
</div>
<p><span><br />
</span></p>
<div class="Section17">
<p class="Default"><span> </span></p>
<p class="CM15"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span>Le fondazioni delle pompe </span></span></strong></p>
<p class="CM13"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1046" type="#_x0000_t75" style='width:153.75pt;height:177pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image042.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image042.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_22_fondazioni.jpg" alt="" /></span><span>I <strong>basamenti metallici</strong> devono essere di costruzione adeguatamente rigida e robusta, alfine di evitare che eventuali carichi dinamici, durante il funzionamento delle pompe antincendio, provochino disallineamenti tra pompa e motori </span></p>
<p class="CM18"><span>. I basamenti delle pompe poi, devono essere <strong>fissati o cementati e saldamente ancorati a basamenti/manufatti di cemento</strong>, atti a sostenere i carichi statici e dinamici. In presenza di motori Diesel, le prescrizioni dei motoristi diventano importanti (vedi figura a lato), dovei pesi minimi richiesti per le fondazioni sono mediamente da <strong>2,5 a</strong><strong> 3 volte il peso della macchina che vi deve essere posata sopra</strong>. </span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1047" type="#_x0000_t75"  style='width:2in;height:195pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image044.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image044.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_23_basamenti.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1048" type="#_x0000_t75"  style='width:132.75pt;height:99.75pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image046.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image046.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_24_peso.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1049" type="#_x0000_t75" style='width:477pt;height:162pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image048.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image048.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_25_ancoraggio.jpg" alt="" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_26_ancoraggio2.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<p><span><br />
</span></p>
<div class="Section18">
<p class="Default"><span><strong>Il serbatoio combustibile dei Motori Diesel</strong></span></p>
<p class="CM15"><span>La norma UNI EN</span><span> 12845 specifica che Il serbatoio gasolio deve alimentare per <span> </span>ravità il motore Diesel, non essendoci altro modo per garantire sempre l’arrivo del gasolio al motore. Poi, fornisce anche un’altra importante indicazione relativa cioè al suo posizionamento: non deve stare sopra il motore Diesel. Ciò non significa però posizionarlo in siti angusti, in mezzo alle tubazioni, sopra le pompe o adiacenti ai quadri elettrici. In caso di manutenzione, tutti i componenti devo essere facilmente raggiungibili. Il concetto di facile accesso ai componenti dovrebbe muovere i fabbricanti in tal senso, e non a cercare incredibili espedienti per il solo scopo di “compattare” il più possibile. Con la nuova norma UNI 11292, relativa ai locali pompe, poi avremo anche vasche di raccolta e pompe di caricamento, che creeranno maggiori<span>  </span>ingombri!</span></p>
</div>
<div class="Section19">
<p class="CM15"><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1050" type="#_x0000_t75" style='width:135pt;height:135pt;  mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image050.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image050.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_27_serbatoio_diesel.jpg" alt="" /><strong><span>La tubazione del gasolio dei motore diesel </span></strong></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape  id="_x0000_i1051" type="#_x0000_t75" style='width:128.25pt;height:171pt;  mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image052.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image052.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_28_diesel_tubazioni.jpg" alt="" /></span></p>
<p class="CM18"><span>Vero è che la norma nuova UNI EN 12845 (come la “vecchia UNI 9490”), richiede che le tubazioni di andata e ritorno del gasolio devono essere in <strong>metallo</strong> (tubazioni di materiale plastico sono a rischio di rottura, in caso di surriscaldamento del Diesel), ma in ogni caso, occorre evitare che la vibrazione del Diesel si trasmettano alle tubazioni del gasolio, danneggiandole e lasciando riversare combustibile a terra. Perciò è buona tecnica, prevedere due tratti di robuste connessioni flessibili tra il diesel e la condotte del gasolio.<span>  </span>(la norma NFPA20 impone da sempre questa soluzione)</span></p>
</div>
<div class="Section20">
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1052" type="#_x0000_t75"  style='width:224.25pt;height:135.75pt;mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image054.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image054.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_29_tubi_scarico.jpg" alt="" /></span><strong><span>Il gas di scarico del motore diesel </span></strong></p>
<p class="CM15"><span>La coibentazione della condotta dei gas di scarico dei motori Diesel, è fondamentale per evitare di irradiare aria calda (con temperature di 500/600°C) all’interno del locale, e, non è un opzione , ma una specifica richiesta di molte norme. Nella progettazione o nella realizzazione della condotta, spesso invece ci si scorda che l’aria calda emessa dai Diesel, ha necessità di non trovare resistenze che ne impediscano l’uscita. Le tubazioni dei gas di scarico devono essere pertanto dimensionate correttamente, e verificate analiticamente nel caso di condotte superiori ai 5 metri di sviluppo lineare (le perdite di carico con curve a 90° o a 45° sono da valutare attentamente). Sviluppo di condotte molto lunghe possono dar luogo a diametri di condotta molto grandi! Se il motore Diesel offre un uscita sei gas di scarico attraverso un diametro da Dn 80, difficile che una condotta anche breve da Dn 80 soddisfi il fabbisogno di emissione del motore e che non si verifichi invece una contropressione eccessiva, tale per cui il motore, semplicemente impossibilitato a scaricare i gas, riduce il regime<span>  </span>di rotazione.</span></p>
</div>
<div class="Section21">
<p class="CM15"><strong><span>Il misuratore della portata </span></strong></p>
<p class="CM1"><span>E’ lo strumento col quale potranno essere effettuate prove e collaudi in campo, per verificare che le prestazioni siano coerenti con le richieste di progetto, e quando ciò non si verifica, sarà doveroso sostituire le parti della pompa antincendio per ripristinare le caratteristiche. Il misuratore di portata di qualsiasi tipo si voglia adottare, ha necessità di disporre di tratti rettilinei a monte e a valle dello stesso, ovvero, non devono esserci valvole o curve in prossimità dello strumento. Le lunghezze dei tratti rettilinei, variano in funzione del tipo di misuratore , e vengono prescritte dal costruttore dello stesso. Possiamo trovarci con 5 diametri a monte e 2 a valle e fino a 10 diametri a monte e a valle. </span></p>
<p class="CM20"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1053"  type="#_x0000_t75" style='width:481.5pt;height:1in;mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image056.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image056.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_30_valvola_intercettazione.jpg" alt="" width="751" height="142" /><span> </span>La valvola di intercettazione a valle è decisamente opportuna e non è un opzione, a meno di creare contropressioni con assurde strozzature o circuiti particolar come i“colli d’oca” o sifoni. La valvola posta dopo il misuratore di portata, garantisce che la tubazione sia sempre piena d’acqua e permette al contempo la regolazione della portata erogata dalla pompa durante le prove periodiche. </span></p>
</div>
<div class="Section22">
<p class="CM15"><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1054" type="#_x0000_t75"  style='width:108pt;height:80.25pt;mso-position-horizontal:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image058.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image058.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_31_sprinkler.jpg" alt="" /><strong><span>Lo sprinkler nel locale pompe </span></strong></p>
<p class="CM15"><span>La nuova UNI EN</span><span> 12845 prevede che il locale pompe sia protetto da un impianto sprinkler. Ebbene questa novità pare stia disorientando impiantisti e progettisti, nonché assemblatori di package antincendio che predispongono perfino attacchi di vario tipo su collettori! </span></p>
<p class="CM1"><span>E’ opportuno comprendere che lo sprinkler nei locali pompe, ( la norma NFPA 20 lo prevede da decenni) è posto al solo fine di contenere un incendio che si verificasse nel locale pompe generato ovviamente dalle pompe antincendio, garantendo cosi che il locale sia accessibile da squadre o addetti in grado di spegnere l’eventuale incendio verificatesi all’interno del locale e magari poter ripristinare il funzionamento della o delle pompe antincendio! Che le protezioni elettriche dei componenti siano a prova di “sprinkler”, pare poi essere una questione di vitale importanza. Ebbene chiediamoci che senso ha pretendere una protezione dei quadri elettrici o pressostati in IP 54, IP 55 </span></p>
<p class="CM15"><span>o IP 65, quando l’avvio dell’impianto sprinkler all’interno del locale pompe è avvenuto a seguito di un incendio? Qual è il timore , che uno sprinkler possa inavvertitamente aprirsi e bagnare parti o contatti elettrici? Ebbene l’apertura imprevista di uno sprinkler è cosi remota e cosi bassa percentualmente, che non sia necessario neppure discuterne. Occorrerebbe invece preoccuparci di quanti locali interrati vadano sommersi dall’acqua con danni ingenti ed irreversibili! Un quadro elettrico che finisce sommerso dall’acqua, è certo molto, molto peggio di un contatto elettrico irrorato da uno sprinkler, semmai ciò possa accadere.<span> </span></span></p>
</div>
<div class="Section23">
<p class="CM15"><strong><span>Il monitoraggio: <span style="font-weight: normal;">Insieme alla manutenzione, il monitoraggio è di vitale importanza in un impianto antincendio. Senza poter monitorare lo stato della situazione e la sua variata condizione, disporre di un impianto antincendio è di fatto quasi inutile averlo. Ovviamente per una macchina come la pompa antincendio, che è un’insieme di componenti complessi, è essenziale che i segnali di stato o anomalia vengano riportati in luogo, dove <strong>qualcuno</strong> possa prendere atto e intraprendere le dovute azioni, affinché un anomalia venga risolta al più presto. La  nuova UNI EN 12845, è molto più dettagliata che in passato riguardo il monitoraggio, si passa dal monitorare le pompe antincendio, le valvole di intercettazione, la pressione in rete, i livelli dei fluidi ecc.</span></span></strong></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1055" type="#_x0000_t75"  style='width:486pt;height:200.25pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image060.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image060.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_32_monitoraggio.jpg" alt="" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_33_monitoraggio2.jpg" alt="" width="340" height="279" /></span></p>
<p class="CM1"><strong><span>Il monitoraggio, ovviamente, deve rientrare in quella buona progettazione e installazione elettrica. </span></strong><span>Spesso invece viene demandata al costruttore delle pompe antincendio o all’impiantista idraulico che per ovvie ragioni di competenza, <span style="text-decoration: underline;">non possono avere la visione completa del monitoraggio</span> di tutti i componenti coinvolti, delle modalità di trasmissione dei dati e soprattutto delle interazioni con altri impianti.</span></p>
</div>
<div class="Section24">
<p class="CM15"><strong><span>Il circuito di alimentazione dello scambiatore di calore del motore Diesel. </span></strong></p>
<p class="CM1"><span>Quando i motori Diesel sono raffreddati a mezzo di scambiatore di calore, sussiste il problema di alimentare correttamente con opportuna portata e pressione il circuito di raffreddamento secondario. La norma UNI EN 12845 non si addentra molto nel descrivere tale circuito , se non prevedendo, ove necessario, un riduttore di pressione. Tale circuito invece è vitale al raffreddamento del motore Diesel e </span></p>
<p class="CM15"><span>affinché la motopompa antincendio garantisca il corretto funzionamento, occorre che tale circuito offra elevate garanzie di affidabilità. Per non inventarsi circuiti sommari, occorre affidarsi all’esperienza decennale di norme di alto profilo come la NFPA 20, la quale menziona dettagliatamente i componenti di questo circuito. Questo circuito si compone di una tubazione generosa, di un filtro in grado di trattenere le impurità dell’acqua della riserva idrica, un riduttore di pressione per limitare la pressione in arrivo allo scambiatore , ma anche per non “buttare acqua “ inutilmente, un manometro<span>  </span>per verificare costantemente la pressione di ingresso allo scambiatore, e infine una linea bypass che usa gli stessi componenti, identica in tutto alla linea primaria per l’emergenza, utilizzabile anche con il motore in moto. E per finire l’acqua calda in uscita dallo scambiatore deve essere visibile, fuoriuscire in condotta indipendente, dimensionata con diametri maggiori (la pressione a questo punto è molto bassa) e mai connessa con altre tubazioni ( errato è il collegamento alla condotta del misuratore di portata o peggio alla tubazione di aspirazione della pompa). </span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1056" type="#_x0000_t75"  style='width:208.5pt;height:219pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image062.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image062.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_34_scambiatore_calore.jpg" alt="" /></span></p>
</div>
<div class="Section25">
<p class="CM15"><strong><span>Il famigerato livello “X”: <span style="font-weight: normal;">Con la nuova UNI EN 12845, il livello minimo della riserva idrica è drasticamente cambiato. Questo si può trovare infatti al di sotto dell’asse della pompa (fino a 2 m ), pur considerando la stessa sempre idonea per un’installazione</span></span></strong></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1057" type="#_x0000_t75"  style='width:471pt;height:162.75pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image064.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image064.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_35_livelloX1.jpg" alt="" width="269" height="133" /></span></p>
<p class="Default"><span><!--[if gte vml 1]><v:shape id="_x0000_i1058" type="#_x0000_t75"  style='width:162pt;height:199.5pt;mso-position-vertical:absolute'> <v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image066.jpg" mce_src="file:///C:\DOCUME~1\EUGENI~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image066.jpg"   o:title="" /> </v:shape><![endif]--><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_36_livelloX2.jpg" alt="" width="230" height="233" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_37_livelloX3.jpg" alt="" width="248" height="161" /><img src="http://www.edilnotizie.it/images/pompe_antincendio_e_dintorni_38_livelloX4.jpg" alt="" width="230" height="233" /></span></p>
<p class="CM1"><span>La portata e la pressione richieste dal sistema antincendio devono essere garantite anche quando la riserva idrica è al suo livello minimo. <span> </span>Pertanto è evidente che i requisiti prestazionali devono riferirsi a tale livello e <strong>non considerare il battente statico</strong> ed invece <strong>considerare il dislivello geodetico negativo</strong>. <span> </span>Infatti la prevalenza di una pompa è, sinteticamente, la differenza <span> </span>algebrica della prevalenza in mandata e quella in aspirazione, ed è da riferirsi all’asse della girante. Quindi, se il livello minimo si trova al disotto <span> </span>dell’asse della pompa , quel dislivello non sarà visibile sul manometro di <span> </span>mandata della pompa. <span> </span>Il progetto dovrà quindi tener conto della condizione di istallazione alfine <span> </span>di considerare la prevalenza corretta della pompa.<span>  </span></span></p>
<p class="CM1"><strong><span>Se avessimo un battente negativo di 2  m<br />
Quindi<span>  </span>H = Hm &#8211; Ha</span></strong><span><span>  </span>ad esempio:<span>  </span><br />
Hm (80 m) e Ha (-2 m) , la H totale sarà 80 –(-2)= 82  m .<br />
<strong>Se avessimo un battente positivo di 2 m</strong> :<br />
Hm (80 m) e Ha (+2 m) , la H totale sarà 80 –(+2)= 78  m<br />
Con la pompa verticale a flusso assiale (vertical turbine pump) o con<br />
pompe soprabattente, il problema si rende ancora più evidente.</span></p>
</div>
<p><span><strong><span><span style="color: #999999;">Articolo di </span></span></strong><span><strong><span style="color: #999999;">Rinaldo Cavenati </span></strong><span><strong><span style="color: #999999;">tratto dal pdf del sito della </span></strong><strong><span style="color: #999999;">BmSistemi</span></strong></span></span></span></p>
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		<item>
		<title>Caratteristiche Funzionali dei Locali Pompe Antincendio: la Nuova Norma UNI 11292</title>
		<link>http://www.edilnotizie.it/2008/12/la-nuova-norma-uni-11292-le-caratteristiche-funzionali-dei-locali-pompe-antincendio/</link>
		<comments>http://www.edilnotizie.it/2008/12/la-nuova-norma-uni-11292-le-caratteristiche-funzionali-dei-locali-pompe-antincendio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Norman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione Incendi]]></category>
		<category><![CDATA[Pompe Antincendio]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="Section1">
<p class="Default"><img class="alignnone" src="http://www.elcapiscine.com/elcaromasrl/noplug/IMG/05%20logo%20antincendio.jpg" alt="" width="145" height="100" />Ad agosto 2008 è entrata in vigore la nuova norma che specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi per la realizzazione dei locali tecnici destinati ad ospitare i gruppi di pompaggio antincendio. Tale norma, è da precisare, integra e non sostituisce o annulla le prescrizioni normative indicate nelle norme UNI 10779 per gli idranti e EN 12845 per la progettazione degli impianti</p></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="Section1">
<p class="Default"><img class="alignnone" src="http://www.fallettaforniture.com/immagini/foto_fluid35.jpg" alt="" width="367" height="305" />Ad agosto 2008 è entrata in vigore la nuova norma che specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi per la realizzazione dei locali tecnici destinati ad ospitare i gruppi di pompaggio antincendio. Tale norma, è da precisare, <strong>integra</strong> e non sostituisce o annulla <strong>le prescrizioni normative indicate nelle norme UNI 10779 per gli idranti e EN 12845 per la progettazione degli impianti sprinkler.<span> </span></strong></p>
<p class="Default"><span>Essa riguarda ovviamente i locali di nuova costruzione, ma può essere applicata, previo accordo fra le parti, ai locali già esistenti in caso di modifica sostanziale degli stessi. Ricordiamo che in appendice A.2 vengono fissati i criteri di valutazione del concetto di “modifica sostanziale”:</span></p>
<p>  - a. manutenzione ordinaria o straordinaria che comporti variazione della superficie e/o del volume del locale;<br />
   &#8211;  b. sostituzione dell’unità di pompaggio con una di analoga alimentazione (endotermico o elettrico) con un aumento della potenza installata della pompa maggiore del 15%;<br />
    - c. sostituzione di una o più unità di pompaggio con una di differente alimentazione (per esempio da elettrico a endotermico);<br />
    - d. aumento del numero di unità di pompaggio.</p>
<p class="Default"><strong><span>La norma rimarca l’esigenza di garantire l’accessibilità in modo semplice e veloce nei locali pompe.</span></strong><span> Essa infatti richiede: </span></p>
<p>   Ubicazione, in ordine di preferenza, in locale isolato, adiacente o all’interno dell’edificio protetto dall’impianto servito;<br />
   Dislivello massimo fra il piano di campagna e il piano del locale pompe di +/- 7.5 m;<br />
   Accessibilità garantita alle persone e alle macchine in presenza di qualunque fattore che influisca negativamente su di essa (es. possibilità di allagamento);<br />
   Accesso solo da strada o, solo in alternativa, da spazio scoperto o intercapedine antincendio ad uso esclusivo con resistenza al fuoco pari almeno a quella della durata prevista per l’impianto;<br />
   Accesso solo tramite aperture verticali di altezza di almeno 2 m e larghezza almeno 0.8 m, scale non verticali e larghe almeno 0.8 m se rettilinee, altrimenti 0.90 m;</p>
<p class="Default">Da questo elenco di “prescrizioni” si evidenzia come, di fatto, i locali preassemblati con accesso con botola dall’alto, non siano più di fatto ammessi e come la norma definisca finalmente con dei criteri precisi e non interpretabili che cosa intenda per “accessibilità garantita”. In questo contesto rientrano anche le <strong>misure minime imposte in merito alle caratteristiche dei locali</strong>:</p>
<p><strong>   &#8211; Altezza minima</strong> dei locali di 2.4 m, tranne nel caso di presenza di strutture localizzate dove è concessa un’altezza minima di 2 m;</p>
<p><strong>   &#8211; Passaggio minimo garantito</strong> di 0.8 m intorno a ciascuna pompa (attenzione, non ciascun gruppo), tranne nel caso di presenza di strutture che localmente possono ridurre lo spazio a 0.6 m: tali misure devono essere garantite su tutti e 4 i lati nel caso si sia in presenza di un gruppo preassemblato costituito da almeno due unità.</p>
<p class="Default"><span>La nuova UNI</span><span> 11292, nel <strong>capitolo 5.4</strong>, dedica uno spazio importante, e in un certo senso rivoluzionario, alle problematiche di aerazione dei locali pompe, in particolare nel caso di presenza di motori diesel.</span></p>
<p><span>In generale la norma richiede una superficie di aerazione di almeno 1/100 della superficie in pianta, con un minimo di 0.1 m</span><span>2</span><span>. Tutte le aperture dovranno ricadere su spazio scoperto o intercapedine antincendio e dovranno avere griglie protettive o serrande automatiche. Nel caso, invece, di presenza di motori diesel, la norma distingue vari casi, secondo il sistema di raffreddamento utilizzato dai motori.<span> </span></span></p>
<p class="Default"><span>Per quanto riguarda i motori diesel con <strong>raffreddamento ad aria diretta o a liquido con radiatore</strong>, deve essere garantito lo smaltimento del calore prodotto attraverso una condotta di convogliamento dell’aria all’esterno, di sezione almeno <strong>una volta e mezzo</strong> la sezione di scarico del dispositivo di raffreddamento. Solo nel caso di apposito dimensionamento tramite calcolo analitico è possibile dimensionare con superficie inferiore alla minima sopra imposta. </span></p>
<p class="Default"><span>Analogamente deve essere dimensionata la condotta di immissione dell’aria (<strong>due volte</strong> la sezione del dispositivo di raffreddamento), ricordando che l’apertura deve essere collocata dalla parte opposta a quella di espulsione in posizione alta. </span></p>
<p class="Default"><span><span> <img class="alignnone size-medium wp-image-218" title="uni-11292-a" src="http://www.edilnotizie.it/wp-content/uploads/2008/12/uni-11292-a.png" alt="" width="662" height="379" /></span></span></p>
<p class="Default"><span>Se il sistema di raffreddamento è del tipo<strong> a liquido con scambiatore di calore acqua-acqua</strong>, il calore prodotto dal motore deve essere dissipato attraverso due aperture poste su pareti contrapposte, in basso per l’immissione dell’aria, in alto invece per l’estrazione della stessa.<span>  </span></span></p>
<p class="Default"><span>La superficie di ambedue dovrà essere calcolata tramite la formula </span></p>
<p class="Default" style="text-align: center;"><span><strong>S</strong><strong> = 0.002 * P </strong></span></p>
<p class="Default"><span>con S si indica la superficie netta dell’apertura in m</span><span>2</span><span> e comunque non minore di 0.15 m</span><span>2</span><span>, e con P la potenza installata del motore in kW.</span></p>
<p class="Default"><span>Nel caso non sia possibile creare le adeguate aperture, allora si deve procedere a creare un sistema di aerazione forzata la cui portata di aria, in m</span><span>3</span><span>/h, sia almeno <strong>50 volte la potenza installata</strong>, e in grado di funzionare in assenza di energia elettrica e per il tempo previsto già per l’impianto antincendio, a partire dall’avvio del motore o anche prima. In questo caso per l’immissione dell’aria si può anche qui considerare una superficie pari a <strong>due volte</strong> la sezione del dispositivo di raffreddamento, comunque non inferiore a 0.15 m</span><span>2</span><span>. </span></p>
<p class="Default"><span><span> <img class="alignnone size-medium wp-image-219" title="uni-11292-b" src="http://www.edilnotizie.it/wp-content/uploads/2008/12/uni-11292-b.png" alt="" width="635" height="396" /></span></span></p>
<p class="Default"><span>Per quanto riguarda infine i motori con sistema di <strong>raffreddamento ad aria diretta e potenza minore di 40 kW</strong>, si deve precedere un sistema di estrazione forzata con portata, in m</span><span>3</span><span>/h, pari almeno a <strong>100 volte la potenza installata</strong>. Anche in questo caso l’apertura di immissione dovrà essere non minore di 0.15 m</span><span>2</span><span>.</span></p>
<p class="Default"><strong><span>Caratteristiche funzionali dei locali pompe </span></strong></p>
<p class="Default"><span>L’impianto elettrico rappresenta da sempre uno degli annosi problemi dei locali destinati all’antincendio. Ricordiamo che garantire la massima visibilità, in condizioni normali e non, risulta estremamente importante, sia in fase di manutenzione di quanto installato, sia nel caso di necessità di ingresso nel locale durante un incendio. Detto che ovviamente l’impianto elettrico deve essere assolutamente a norma e secondo i parametri previsti dalle legislazioni vigenti, all’interno del locale pompe dovrà pertanto essere garantita una normale illuminazione di 200 lux, con almeno 25 lux per l’intera durata del tempo necessario alle verifiche in caso di incendio (almeno 60 minuti, comunque). Allo stesso modo dovrà essere disponibile una presa di corrente monofase alimentata diversamente da quella dei quadri elettrici. </span></p>
<p class="Default"><span>Il locale dovrà essere protetto in generale con almeno un estintore di classe 34°144BC, al quale dovremo aggiungere un estintore a CO2 (113BC) se in presenza di impianti con potenze elettriche superiori a 40 kW. </span></p>
<p class="Default"><span>Un argomento a cui la nuova norma dà ampio spazio e quello del drenaggio dei locali pompe. Troppe volte, ad oggi, si trovano locali pompe (soprattutto interrati) completamente pieni di acqua: la norma in questo senso impone un sistema di drenaggio che consenta di portare acqua obbligatoriamente all’esterno del locale, senza rischi di riflussi o di impedimenti in caso di gelo. Particolarmente analizzati sono i <strong>locali interrati</strong>, ovviamente più soggetti a questo tipo di problema. Per essi la UNI 11292 prevede un collegamento a gravità alla rete fognaria in grado di garantire una perdita d’acqua di almeno 20 m</span><span>3</span><span>/h. Solo nel caso (e <span>sottolineiamo “solo nel caso”, non quindi come semplice alternativa discrezionale) di impossibilità a realizzare la condizione sopracitata, allora si dovranno prevedere delle pompe drenanti in grado di scaricare all’esterno del locale una portata di almeno il 5% della portata massima del gruppo antincendio installato, con un minimo di 10 m</span><span>3</span><span>/h. Ovviamente, per chi pensasse che questa soluzione possa essere più semplice, ecco che la norma provvede subito a scoraggiarlo obbligando al raddoppio della pompe drenanti (una di riserva all’altra) e prevedendo un’opportuna alimentazione di emergenza in grado di “durare” comunque almeno 30 minuti e “tutelandone” il funzionamento attraverso apposite segnalazioni rimandate in locale presidiato. In aggiunta a quanto fin qui visto, i locali interrati dovranno essere dotati di sistemi di rivelazione e allarme di eventuale presenza di acqua a pavimento: anche i segnali derivanti da questi sistemi dovranno essere inviati ad un locale costantemente sorvegliato comunemente agli altri segnali di allarme.</span></span></p>
<p class="Default"><span>In generale, nei locali pompe deve essere garantito l’adeguato <strong>riscaldamento</strong>, a preservazione dal gelo di tutte le parti presenti nel locale. Fermo restando quanto indicato dalla EN 12845, in merito alle temperature minime da seguire in funzione del tipo di pompe installate, nel locale dovranno essere previsti adeguati sistemi contro l’elevata umidità (limite massimo 80%): in questo caso la norma ci viene incontro e ci dice che garantendo una temperatura almeno di 15°, possiamo affermare che l’umidità non supera il valore limite. </span></p>
<p class="Default"><strong><span>Scarico fumi </span></strong></p>
<p class="Default"><span>Ovviamente, nel caso si installino motori a combustione interna, si dovrà fare attenzione a garantire l’adeguato scarico all’esterno dei fumi con adeguate marmitte (una per ogni motore) collegate in modo flessibile (dilatazioni e vibrazioni) e ben isolate (sia nel locale che nell’attraversamento di altri locali) sia ai fini della protezione da eventuali contatti da parte delle persone, sia per evitare il più possibile l’irradiamento del calore all’interno della stanza. La sezione di fuoriuscita dovrà essere inoltre distanziata di almeno 1.5 m da aperture, finestre, percorsi di transito, o similari, garantendo allo stesso tempo la protezione da eventi atmosferici e dall’ingresso di materiale esterno (opportuna griglia). </span></p>
<p class="Default"><strong><span>Fissaggio<span>  </span></span></strong></p>
<p class="Default"><span>I gruppi pompa dovranno essere fissati garantendo la resistenza alle vibrazioni connesse con le operazioni del gruppo stesso: allo stesso tempo il fissaggio dovrà essere tale da evitare al massimo la trasmissione delle vibrazioni alle strutture, possibilmente evitando l’utilizzo di tasselli antivibranti, a meno che non specificatamente progettati. </span></p>
<p class="Default"><strong><span>Serbatoio del combustibile per pompe a motore diesel </span></strong></p>
<p class="Default"><span>La UNI 11292 tratta al capitolo 7 l’installazione e l’utilizzo dei serbatoi di combustibile. Non stiamo qui a prolungarci sulla necessità che esso garantisca stabilità, sicurezza di non danneggiamento, sicurezza contro la fuoriuscita di combustibile (anche nel senso di non inquinamento della riserva idrica). Sottolineamo invece la necessità di un sistema di riempimento fisso nel caso di un serbatoio posto ad una altezza superiore a 1.50 m e comunque quando esso supera la capacità di 50 litri. Va da sé che in caso di sistema di riempimento automatico, questo dovrà essere dotato di dispositivo di interruzione del flusso quando viene raggiunta la capacità minima prefissata per l’autonomia di funzionamento. Infine il tubo di sfiato dovrà condurre all’esterno, ad un’altezza minima di 2.5 m dal piano di riferimento e con una distanza di almeno 1.5 m da tutte le aperture presenti. </span></p>
<p class="Default"><span>Concludendo, la nuova norma rappresenta sicuramente uno stato di avanzamento notevole nel senso della sicurezza ed abbatte sensibilmente tutta quella serie di problemi che, vuoi per una mancanza di legislazione, vuoi molto più probabilmente per una consapevole mancanza di senso di responsabilità (a favore del risparmio), giornalmente vengono registrati durante ispezioni o visite in questo tipo di locali.</span></p>
<p class="Default"><strong><span>Autore di questo articolo è </span></strong><span>Giovanni La Cagnina, Direttore Commerciale e Responsabile Tecnico di <a href="http://www.bmsistemi.com/contents/">BM Sistemi s.r.l.</a><span><a href="http://www.bmsistemi.com/contents/"> </a> articolo tratto dal pdf a <a href="http://www.bmsistemi.com/contents/Doc_online/articolo_uni11292.pdf">questo link</a></span></span></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Modulistica PIN 2008 Vigili del Fuoco</title>
		<link>http://www.edilnotizie.it/2008/09/approvate-le-norme-tecniche-per-luso-del-legno-nelle-costruzioni/</link>
		<comments>http://www.edilnotizie.it/2008/09/approvate-le-norme-tecniche-per-luso-del-legno-nelle-costruzioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 05:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Norman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione Incendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.edilnotizie.it/?p=8</guid>
		<description><![CDATA[<img style="width: 98px; height: 85px;" src="http://www.speslsrl.com/public/antincendio.jpg" alt="" width="500" height="430" />AGGIORNAMENTO MODULISTICA PREVENZIONE INCENDI. <span>Il Ministero dell’Interno, dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, ha inviato, il 24 aprile 2008, ai direttori regionali e ai comandanti provinciali dei vigili del fuoco e per conoscenza ai consigli nazionali delle categorie professionali interessate la lettera circolare prot. n. P515/4101 sott. 72/E.6 con cui viene fornito un aggiornamento della modulistica</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 98px; height: 85px;" src="http://www.speslsrl.com/public/antincendio.jpg" alt="" width="500" height="430" /><strong>AGGIORNAMENTO MODULISTICA PREVENZIONE INCENDI</strong>. <span>Il <strong>Ministero dell’Interno</strong>, dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, ha inviato, il <strong>24 aprile</strong> 2008, ai direttori regionali e ai comandanti provinciali dei vigili del fuoco e per conoscenza ai consigli nazionali delle categorie professionali interessate la <strong>lettera circolare prot. n. P515/4101 sott. 72/E.6</strong> con cui viene fornito un <strong>aggiornamento della modulistica di prevenzione incendi da allegare alla domanda di sopralluogo ai fini del rilascio <span id="more-8"></span>del Certificato di prevenzione incendi</strong>.</span></p>
<p>La lettera circolare precisa che l’aggiornamento scaturisce sia dalle innovazioni normative recentemente intervenute in alcuni settori della prevenzione incendi sia dall’emanazione di provvedimenti (decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 sugli impianti), che hanno importanti riflessi anche sulla sicurezza antincendio. &lt;<strong><span><a href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/09/2008-moduli-pin_vvf.zip">Scaricate qui: Circolare con le Istruzioni ed </a></span></strong><strong><a href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/09/2008-moduli-pin_vvf.zip">i Nuovi Moduli</a></strong><strong><a href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/09/2008-moduli-pin_vvf.zip"> Pin_VVF 2008 (.zip 1Mb</a></strong>) <span>&gt; I quattro nuovi modelli allegati alla circolare sostituiscono integralmente quelli emanati nel 2004 e sono i seguenti:</span></p>
<ul>
<li>mod. <strong>CERT.REI.-2008</strong> contenente lo schema della “Certificazione di resistenza al fuoco di prodotti/elementi costruttivi in opera (con esclusione delle porte e degli elementi di chiusura” che raccoglie in un unico modello le informazioni maggiormente significative contenute nei precedenti mod. CERT.REI.-2004 e mod, REL.REI.-2004;</li>
<li>mod. <strong>DICH.PROD.-2008</strong> contenente la “ Dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte” con la precisazione che i precedenti modelli DICH.RIV.PROT.-2004 e DICH.POSA IN OPERA-2004 non dovranno essere consegnati ai Comandi VV.F. ma potranno, tuttavia, essere utilizzati dagli installatori a loro scelta per essere consegnati al titolare dell’attività;</li>
<li>mod. <strong>DICH.IMP.-2008</strong> contenente la “Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto (non ricadente nel campo di applicazione del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37)” con la precisazione che per gli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio, che ricadono nel campo di applicazione del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, la documentazione da allegare alla domanda di sopralluogo è, unicamente, la dichiarazione di conformità prevista dall’articolo 7 deL Regolamento di cui al citato D.M. n. 37/2008, redatta sendo i modelli riportati in allegato allo stesso decreto;</li>
<li>mod. <strong>CERT.IMP.-2008</strong> contenente la “Certificazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto con la precisazione che per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del citato D.M. n. 37/2008 (27/03/2008), nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale documento è sostituito da una dichiarazione di rispondenza resa, eventualmente sul modello in argomento da un professionista che, oltre ad essere iscritto nell’elenco del Ministero dell’Interno di cui alla legge n. 818/1984, sia in possesso dei requisiti previsti nell’articolo 7, comma 6 del D.M. n. 37/2008.</li>
</ul>
<p>Nella lettera circolare oggetto della presente vengono date le indicazioni per la corretta utilizzazione dei nuovi quattro modelli.</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vicenza: Atti del Corso 818 di Prevenzione Incendi 2007-2008.</title>
		<link>http://www.edilnotizie.it/2008/07/risparmio-energetico-nelledilizia-pubblicazione-decreto-in-gu/</link>
		<comments>http://www.edilnotizie.it/2008/07/risparmio-energetico-nelledilizia-pubblicazione-decreto-in-gu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 04:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sir Norman</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione Incendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.edilnotizie.it/?p=7</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://nuke.enginetwork.it/Portals/0/fire-safety-00.jpg" alt="" width="145" height="100" />L'Ordine Ingegneri Vicenza ha reso disponibile On Line gli Atti del corso di formazione per abilitazione alla prevenzione incendi ai sensi della L. 818/84, conclusosi in Apr.'08. Tutta la documentazione di seguito indicata è reperibile sul sito dell'ordine nella sezione "formazione". Questo l'elenco degli argomenti affrontanti nelle lezioni con il link per il Download degli Atti [<span style="color: #ff0000;">News </span><span style="color: #ff0000;">Feb.'09: sono stati verificati</span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://nuke.enginetwork.it/Portals/0/fire-safety-00.jpg" alt="" width="178" height="178" />L&#8217;Ordine Ingegneri Vicenza ha reso <strong>disponibile On Line</strong> gli<strong> Atti del corso di formazione per abilitazione alla prevenzione incendi ai sensi della L. 818/84</strong>, conclusosi in <strong>Apr.&#8217;08</strong>. Tutta la documentazione di seguito indicata è reperibile sul sito dell&#8217;ordine nella sezione &#8220;formazione&#8221;. Questo l&#8217;elenco degli argomenti affrontanti nelle lezioni con il link per il <strong>Download degli Atti</strong> [<strong><span style="color: #ff0000;">News </span><span style="color: #ff0000;">Feb.'09: sono stati verificati e <span style="text-decoration: underline;">corretti tutti i Link</span></span></strong>]:</p>
<p><span id="more-7"></span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Disegno per Esercitazione in Aula </strong>del 22/04/2008</p>
<ol type="1">
<li><a title="disegno x esercitazione corso 818.dwg" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/disegno%20x%20esercitazione%20corso%20818.dwg">disegno x esercitazione corso      818.dwg</a> (formato .dwg 918.43 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Distributori Carburanti Liquidi e Gassosi , Sostanze Esplosive e Radiogene.</strong> Lezione n. 23 del 15/04/2008 ing. Andriotto &#8211; ing. Vassallo.</p>
<ol type="1">
<li><a title="distributori.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/distributori.zip">distributori.zip</a> (formato ZIP, 552.96 Kb)</li>
<li><a title="esplosivi e radiogeni.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/esplosivi%20e%20radiogeni.zip">esplosivi e radiogeni.zip</a> (formato .zip 74.39 Kb)</li>
<li><a title="particelle elementari.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/particelle%20elementari.pdf">particelle elementari.pdf</a> (formato .pdf 342.47 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Ospedali &#8211; Uffici &#8211; Autorimesse</strong>. Lezione n. 22 del 10/04/2008 &#8211; ing. Sarno</p>
<ol type="1">
<li><a title="ospedali.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/ospedali.zip">ospedali.zip</a> (formato      ZIP, 108.20 Kb)</li>
<li><a title="uffci.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/uffci.zip">uffci.zip</a> (formato      .zip 97.77 Kb)</li>
<li><a title="autorimesse.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/autorimesse.pdf">autorimesse.pdf</a> (formato .pdf 189.79 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Impianti idrici di estinzione manuali e automatici . Depositi oli minerali</strong>. Lezione n. 21 del 01/04/2008 &#8211; ing. Ruffino:</p>
<ol type="1">
<li><a title="818 depositi oli minerali.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/818%20depositi%20oli%20minerali.pdf">818 depositi oli minerali.pdf</a> (formato PDF, 4170.08 Kb)</li>
<li><a title="818 rete idranti.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/818%20rete%20idranti.pdf">818 rete idranti.pdf</a> (formato .pdf 688.05 Kb)</li>
<li><a title="818 sprinkler.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/818%20sprinkler.pdf">818 sprinkler.pdf</a> (formato .pdf 914.96 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Linee Guida Depositi Materiali Combustibili.</strong> Lezione n. 20 del 11/03/2008 &#8211; ing. Porrovecchio.</p>
<ol type="1">
<li><a title="Linee_guida_depositi.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Linee_guida_depositi.pdf">Linee_guida_depositi.pdf</a> (formato PDF, 335.84 Kb)</li>
<li><a title="schemi procedure VVF.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/schemi%20procedure%20VVF.zip">schemi procedure VVF.zip</a> (formato .zip 198.45 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Centrali Termiche a Gas e Gasolio &#8211; SCUOLE &#8211; Gruppi Elettrogeni</strong>. Lezione 19 del 04/03/2008. Ing. Vassallo.</p>
<ol type="1">
<li><a title="C_T_ gas.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/C_T_%20gas.pdf">C_T_ gas.pdf</a> (formato      PDF, 282.03 Kb)</li>
<li><a title="C_T_ liquidi.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/C_T_%20liquidi.pdf">C_T_ liquidi.pdf</a> (formato .pdf 233.77 Kb)</li>
<li><a title="Gruppi_elettrogeni.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Gruppi_elettrogeni.pdf">Gruppi_elettrogeni.pdf</a> (formato .pdf 124.42 Kb)</li>
<li><a title="Scuole.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Scuole.pdf">Scuole.pdf</a> (formato      .pdf 151.07 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Attivita&#8217; A Rischio Di Incidente Rilevante.</strong><strong> </strong>Lezione n.18 del 26/02/2008 Ing. Andriotto:</p>
<ol type="1">
<li><a title="rischio_1.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/rischio_1.pdf">rischio_1.pdf</a> (formato      PDF, 985.18 Kb)</li>
<li><a title="rischio__2.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/rischio__2.pdf">rischio__2.pdf</a> (formato .pdf 3757.21 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Alberghi &#8211; Esposizione e Vendita</strong>. Lezione n. 17 del 19/02/2008 &#8211; ing. Ruffino &#8211; ing. Porrovecchio:</p>
<ol type="1">
<li><a title="alberghi.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/alberghi.zip">alberghi.zip</a> (formato      ZIP, 3896.27 Kb)</li>
<li><a title="Attività 87 esposizione e vendita.ppt" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Attivita87esposizionevendita.ppt">Attività 87 esposizione e      vendita.ppt</a> (formato      .ppt 337.00 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Edifici Civili.</strong> Lezione n. 16 del 12.02.2008 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Maurizi</p>
<ol type="1">
<li><a title="DM_246_1987.doc" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM_246_1987.doc">DM_246_1987.doc</a> (formato DOC, 155.50 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Edifici Pregevoli</strong>. Atti della lezione dell&#8217;Ing. Maurizi:</p>
<ol type="1">
<li><a title="Decreto_30_06_1995.doc" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Decreto_30_06_1995.doc">Decreto_30_06_1995.doc</a> (formato DOC, 49.00 Kb)</li>
<li><a title="DM20_05_1992_n_569.doc" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM20_05_1992_n_569.doc">DM20_05_1992_n_569.doc</a> (formato .doc 53.00 Kb)</li>
<li><a title="DM_246_1987.doc" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM_246_1987.doc">DM_246_1987.doc</a> (formato .doc 155.50 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Impianti Sportivi.</strong> 15a Lezione del 22.01.2008 Ing. Andriotto:.</p>
<ol type="1">
<li><a title="Norme_sicurezza_costruzione_esercizio_impianti_sportivi.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Norme_sicurezza_costruzione_esercizio_impianti_sportivi.pdf">Norme_sicurezza_costruzione_esercizio_impianti_sportivi.pdf</a> (formato PDF, 494.03 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Gas:Trasporto e Distribuzione</strong>. Ing. Porrovecchio:</p>
<ol type="1">
<li><a title="Trasporto gas.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Trasporto%20gas.pdf">Trasporto gas.pdf</a> (formato .pdf 659.37 Kb)</li>
</ol>
<p><strong> 14a Lezione</strong> del 15.01.2008. Ing. Lomoro</p>
<ol type="1">
<li><a title="materiali e certificazioni.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/materiali%20e%20certificazioni.pdf">materiali e certificazioni.pdf</a> (formato .pdf 4479.85 Kb)</li>
<li><a title="LA MARCATURA CE.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/LA%20MARCATURA%20CE.zip">LA MARCATURA CE.zip</a> (formato .zip 1995.24 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Procedure Vvf e Locali Di Pubblico Spettacolo</strong>. 13 Lezione del 19.12.2007 Ing. Mannino</p>
<ol type="1">
<li><a title="attivita_83pubblico_spettacolo.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/attivita_pubblico_spettacolo.pdf">attività_83pubblico_spettacolo.pdf</a> (formato PDF, 1014.85 Kb)</li>
<li><a title="att soggette.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/att%20soggette.pdf">att soggette.pdf</a> (formato .pdf 1110.20 Kb)</li>
<li><a title="comm_vigilanza_pubbl_spettacolo.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/comm_vigilanza_pubbl_spettacolo.pdf">comm_vigilanza_pubbl_spettacolo.pdf</a> (formato .pdf 35.07 Kb)</li>
<li><a title="moduli_PIN.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/moduli_PIN.zip">moduli_PIN.zip</a> (formato .zip 553.64 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Quadro Normativo Prevenzione Incendi &#8211; Responsabilità Dei Professionisti</strong>. 12a Lezione dell&#8217; 11.12.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Andriotto:</p>
<ol type="1">
<li><a title="Responsabilita_Professionisti.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Responsabilita_Professionisti.pdf">Responsabilita_Professionisti.pdf</a> (formato PDF, 76.84 Kb)</li>
<li><a title="Evoluzione norma di P.I..pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Evoluzione%20norma%20di%20P.I..pdf">Evoluzione norma di P.I..pdf</a> (formato .pdf 174.85 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>11a Lezione</strong> del 04.12.2007 Atti della Lezione dell&#8217;Ing. Noro</p>
<ol type="1">
<li><a title="impianti_elettrici_02.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/impianti_elettrici_02.pdf">impianti_elettrici_02.pdf</a> (formato .pdf 1883.22 Kb)</li>
<li><a title="impianti elettrici 01.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/impianti%20elettrici%2001.pdf">impianti elettrici 01.pdf</a> (formato .pdf 1630.60 Kb)</li>
<li><a title="imp elettrici3-4-5-6.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/imp%20elettrici3-4-5-6.zip">imp elettrici3-4-5-6.zip</a> (formato .zip 5048.95 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Estintori Portatili.</strong><strong> </strong>10a Lezione 27.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Ruffino:</p>
<ol type="1">
<li><a title="DM_07_01_2005_norme_tecniche.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM_07_01_2005_norme_tecniche.pdf">DM_07_01_2005_norme_tecniche.pdf</a> (formato .pdf 68.22 Kb)</li>
<li><a title="Estintori_differenze.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Estintori_differenze.pdf">Estintori_differenze.pdf</a> (formato .pdf 558.04 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Impianti Di Rilevazione.</strong><strong> </strong>10a Lezione 27.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Maurizi</p>
<ol type="1">
<li><a title="IMPIANTI DI RIVELAZIONE.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/IMPIANTI%20DI%20RIVELAZIONE.pdf">IMPIANTI DI RIVELAZIONE.pdf</a> (formato PDF, 166.18 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Evacuatori di fumo e calore.</strong><strong> </strong>9a Lezione 20.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Ruffino (seconda parte)</p>
<ol type="1">
<li><a title="Evacuatori_fumo_calore.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Evacuatori_fumo_calore.pdf">Evacuatori_fumo_calore.pdf</a> (formato PDF, 515.93 Kb)</li>
<li><a title="Evacuatori_fumo_ventilazione.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Evacuatori_fumo_ventilazione.pdf">Evacuatori_fumo_ventilazione.pdf</a> (formato .pdf 434.15 Kb)</li>
<li><a title="Art_antincendio.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Art_antincendio.pdf">Art_antincendio.pdf</a> (formato .pdf 1241.84 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Sostanze estinguenti impianti di estinzione.</strong> 9a Lezione 20.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Porrovecchio</p>
<ol type="1">
<li><a title="IMPIANTI.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/IMPIANTI.pdf">IMPIANTI.pdf</a> (formato      PDF, 13.58 Kb)</li>
<li><a title="liquidi schiumogeni.zip" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/liquidi%20schiumogeni.zip">liquidi schiumogeni.zip</a> (formato .zip 207.80 Kb)</li>
<li><a title="Sostanze_estin.pdf" href="http://www.ordine.ingegneri.vi.it/db_img/formazione/Sostanze_estin.pdf">Sostanze_estin.pdf</a> (formato .pdf 22.72 Kb)</li>
<li><a title="Water_mist.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Water_mist.pdf">Water_mist.pdf</a> (formato .pdf 18.44 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Vie Di Esodo</strong>. 8a Lezione 13.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Ruffino</p>
<ol type="1">
<li><a title="Vie_esodo.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Vie_esodo.pdf">Vie_esodo.pdf</a> (formato      PDF, 696.43 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Reazione al fuoco.</strong> 7a Lezione 06.11.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Vassallo</p>
<ol type="1">
<li><a title="decreto_15_marzo05.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/decreto_15_marzo05.pdf">decreto_15_marzo05.pdf</a> (formato PDF, 94.12 Kb)</li>
<li><a title="decreto_10_marzo05.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/decreto_10_marzo05.pdf">decreto_10_marzo05.pdf</a> (formato .pdf 89.61 Kb)</li>
<li><a title="reazione_al_fuoco.ppt" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/reazione_al_fuoco.ppt">reazione_al_fuoco.ppt</a> (formato .ppt 428.00 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>6a Lezione</strong><strong> </strong>- 30/10/2007 Atti della lezione dell&#8217;ing. Barberi</p>
<ol type="1">
<li><a title="818-Ing-VI-Comp_Distanze.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/818-Ing-VI-Comp_Distanze.pdf">818-Ing-VI-Comp_Distanze.pdf</a> (formato PDF, 1121.23 Kb)</li>
<li><a title="818-Ing-VI-Gest_Sicurezza.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/818-Ing-VI-Gest_Sicurezza.pdf">818-Ing-VI-Gest_Sicurezza.pdf</a> (formato .pdf 1127.86 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>5a Lezione</strong><strong> </strong>- 23/10/2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Dattilo</p>
<ol type="1">
<li><a title="resist fuoco 23-10-2007.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/resist%20fuoco%2023-10-2007.pdf">resist fuoco 23-10-2007.pdf</a> (formato PDF, 2056.67 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>4a Lezione</strong><strong> </strong>16.10.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Enrico Porrovecchio</p>
<ol type="1">
<li><a title="Chim_fisc_inc1.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Chim_fisc_inc1.pdf">Chim_fisc_inc1.pdf</a> (formato PDF, 136.54 Kb)</li>
<li><a title="chim_ fis_ inc2.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/chim_%20fis_%20inc2.pdf">chim_ fis_ inc2.pdf</a> (formato .pdf 221.64 Kb)</li>
<li><a title="Chim_fis_inc3.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Chim_fis_inc3.pdf">Chim_fis_inc3.pdf</a> (formato .pdf 199.70 Kb)</li>
<li><a title="chim_ fis_inc4.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/chim_%20fis_inc4.pdf">chim_ fis_inc4.pdf</a> (formato .pdf 542.83 Kb)</li>
<li><a title="Danni_da_esplosioni.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Danni_da_esplosioni.pdf">Danni_da_esplosioni.pdf</a> (formato PDF, 115.01 Kb)</li>
<li><a title="esplosione_silos.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/esplosione_silos.pdf">esplosione_silos.pdf</a> (formato .pdf 2413.50 Kb)</li>
<li><a title="Esplosione_2.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Esplosione_2.pdf">Esplosione_2.pdf</a> (formato PDF, 2113.98 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>3a Lezione</strong> 09.10.2007 Atti delle relazioni dell&#8217;Ing. Paolo Maurizi e dell&#8217;Ing. Enrico Porrovecchio</p>
<ol type="1">
<li><a title="DM9marzo_2007.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM9marzo_2007.pdf">DM9marzo_2007.pdf</a> (formato PDF, 206.89 Kb)</li>
<li><a title="DM30_11_1983_Maurizi.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM30_11_1983_Maurizi.pdf">DM30_11_1983_Maurizi.pdf</a> (formato .pdf 138.67 Kb)</li>
<li><a title="DM_9_ marzo_2007.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/DM_9_%20marzo_2007.pdf">DM_9_ marzo_2007.pdf</a> (formato .pdf 125.34 Kb)</li>
<li><a title="termini_e_definizioni.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/termini_e_definizioni.pdf">termini_e_definizioni.pdf</a> (formato PDF, 108.10 Kb)</li>
<li><a title="limiti_infiammab.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/limiti_infiammab.pdf">limiti_infiammab.pdf</a> (formato .pdf 109.44 Kb)</li>
<li><a title="Segnaletica_sicurezza.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Segnaletica_sicurezza.pdf">Segnaletica_sicurezza.pdf</a> (formato .pdf 100.58 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>Fondamenti di prevenzione incendi</strong><strong> </strong>. 2a Lezione 02.10.2007 Atti della lezione dell&#8217;Ing. Pallone</p>
<ol type="1">
<li><a title="Ing_Pallone_fondamenti_prev_incendi.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Ing_Pallone_fondamenti_prev_incendi.pdf">Ing_Pallone_fondamenti_prev_incendi.pdf</a> (PDF, 130.49 Kb)</li>
</ol>
<p><strong>1a Lezione</strong> 25.09.2007 Atti della relazione dell&#8217;Ing. Paolo Maurizi</p>
<ol type="1">
<li><a title="sicurezza antincendio.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/sicurezza%20antincendio.pdf">sicurezza antincendio.pdf</a> (formato PDF, 45.03 Kb)</li>
<li><a title="Criteri_generali_di_sicurezza.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/Criteri_generali_di_sicurezza.pdf">Criteri_generali_di_sicurezza.pdf</a> (formato .pdf 101.20 Kb)</li>
<li><a title="elenco_attivita.pdf" href="http://www.ordineingegneriagrigento.it/wp-content/uploads/2008/10/Atti%20Corso%20818%20Vicenza/elenco_attivita.pdf">elenco_attivita.pdf</a> (formato      .pdf 426.97 Kb)</li>
</ol>
<p style="text-align: left;">dal sito dell&#8217;Ordine Ingegneri Vicenza (<a href="http://www.ordine.ingegneri.vi.it/formazione.php" target="_blank">link</a>).</p>
]]></content:encoded>
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