di Eugenio Agnello il 28 December 2008

Caratteristiche Funzionali dei Locali Pompe Antincendio: la Nuova Norma UNI 11292

Ad agosto 2008 è entrata in vigore la nuova norma che specifica i requisiti costruttivi e funzionali minimi per la realizzazione dei locali tecnici destinati ad ospitare i gruppi di pompaggio antincendio. Tale norma, è da precisare, integra e non sostituisce o annulla le prescrizioni normative indicate nelle norme UNI 10779 per gli idranti e EN 12845 per la progettazione degli impianti sprinkler. 

Essa riguarda ovviamente i locali di nuova costruzione, ma può essere applicata, previo accordo fra le parti, ai locali già esistenti in caso di modifica sostanziale degli stessi. Ricordiamo che in appendice A.2 vengono fissati i criteri di valutazione del concetto di “modifica sostanziale”:

  - a. manutenzione ordinaria o straordinaria che comporti variazione della superficie e/o del volume del locale;
   –  b. sostituzione dell’unità di pompaggio con una di analoga alimentazione (endotermico o elettrico) con un aumento della potenza installata della pompa maggiore del 15%;
    - c. sostituzione di una o più unità di pompaggio con una di differente alimentazione (per esempio da elettrico a endotermico);
    - d. aumento del numero di unità di pompaggio.

La norma rimarca l’esigenza di garantire l’accessibilità in modo semplice e veloce nei locali pompe. Essa infatti richiede:

   Ubicazione, in ordine di preferenza, in locale isolato, adiacente o all’interno dell’edificio protetto dall’impianto servito;
   Dislivello massimo fra il piano di campagna e il piano del locale pompe di +/- 7.5 m;
   Accessibilità garantita alle persone e alle macchine in presenza di qualunque fattore che influisca negativamente su di essa (es. possibilità di allagamento);
   Accesso solo da strada o, solo in alternativa, da spazio scoperto o intercapedine antincendio ad uso esclusivo con resistenza al fuoco pari almeno a quella della durata prevista per l’impianto;
   Accesso solo tramite aperture verticali di altezza di almeno 2 m e larghezza almeno 0.8 m, scale non verticali e larghe almeno 0.8 m se rettilinee, altrimenti 0.90 m;

Da questo elenco di “prescrizioni” si evidenzia come, di fatto, i locali preassemblati con accesso con botola dall’alto, non siano più di fatto ammessi e come la norma definisca finalmente con dei criteri precisi e non interpretabili che cosa intenda per “accessibilità garantita”. In questo contesto rientrano anche le misure minime imposte in merito alle caratteristiche dei locali:

   – Altezza minima dei locali di 2.4 m, tranne nel caso di presenza di strutture localizzate dove è concessa un’altezza minima di 2 m;

   – Passaggio minimo garantito di 0.8 m intorno a ciascuna pompa (attenzione, non ciascun gruppo), tranne nel caso di presenza di strutture che localmente possono ridurre lo spazio a 0.6 m: tali misure devono essere garantite su tutti e 4 i lati nel caso si sia in presenza di un gruppo preassemblato costituito da almeno due unità.

La nuova UNI 11292, nel capitolo 5.4, dedica uno spazio importante, e in un certo senso rivoluzionario, alle problematiche di aerazione dei locali pompe, in particolare nel caso di presenza di motori diesel.

In generale la norma richiede una superficie di aerazione di almeno 1/100 della superficie in pianta, con un minimo di 0.1 m2. Tutte le aperture dovranno ricadere su spazio scoperto o intercapedine antincendio e dovranno avere griglie protettive o serrande automatiche. Nel caso, invece, di presenza di motori diesel, la norma distingue vari casi, secondo il sistema di raffreddamento utilizzato dai motori. 

Per quanto riguarda i motori diesel con raffreddamento ad aria diretta o a liquido con radiatore, deve essere garantito lo smaltimento del calore prodotto attraverso una condotta di convogliamento dell’aria all’esterno, di sezione almeno una volta e mezzo la sezione di scarico del dispositivo di raffreddamento. Solo nel caso di apposito dimensionamento tramite calcolo analitico è possibile dimensionare con superficie inferiore alla minima sopra imposta.

Analogamente deve essere dimensionata la condotta di immissione dell’aria (due volte la sezione del dispositivo di raffreddamento), ricordando che l’apertura deve essere collocata dalla parte opposta a quella di espulsione in posizione alta.

 

Se il sistema di raffreddamento è del tipo a liquido con scambiatore di calore acqua-acqua, il calore prodotto dal motore deve essere dissipato attraverso due aperture poste su pareti contrapposte, in basso per l’immissione dell’aria, in alto invece per l’estrazione della stessa. 

La superficie di ambedue dovrà essere calcolata tramite la formula

S = 0.002 * P

con S si indica la superficie netta dell’apertura in m2 e comunque non minore di 0.15 m2, e con P la potenza installata del motore in kW.

Nel caso non sia possibile creare le adeguate aperture, allora si deve procedere a creare un sistema di aerazione forzata la cui portata di aria, in m3/h, sia almeno 50 volte la potenza installata, e in grado di funzionare in assenza di energia elettrica e per il tempo previsto già per l’impianto antincendio, a partire dall’avvio del motore o anche prima. In questo caso per l’immissione dell’aria si può anche qui considerare una superficie pari a due volte la sezione del dispositivo di raffreddamento, comunque non inferiore a 0.15 m2.

 

Per quanto riguarda infine i motori con sistema di raffreddamento ad aria diretta e potenza minore di 40 kW, si deve precedere un sistema di estrazione forzata con portata, in m3/h, pari almeno a 100 volte la potenza installata. Anche in questo caso l’apertura di immissione dovrà essere non minore di 0.15 m2.

Caratteristiche funzionali dei locali pompe

L’impianto elettrico rappresenta da sempre uno degli annosi problemi dei locali destinati all’antincendio. Ricordiamo che garantire la massima visibilità, in condizioni normali e non, risulta estremamente importante, sia in fase di manutenzione di quanto installato, sia nel caso di necessità di ingresso nel locale durante un incendio. Detto che ovviamente l’impianto elettrico deve essere assolutamente a norma e secondo i parametri previsti dalle legislazioni vigenti, all’interno del locale pompe dovrà pertanto essere garantita una normale illuminazione di 200 lux, con almeno 25 lux per l’intera durata del tempo necessario alle verifiche in caso di incendio (almeno 60 minuti, comunque). Allo stesso modo dovrà essere disponibile una presa di corrente monofase alimentata diversamente da quella dei quadri elettrici.

Il locale dovrà essere protetto in generale con almeno un estintore di classe 34°144BC, al quale dovremo aggiungere un estintore a CO2 (113BC) se in presenza di impianti con potenze elettriche superiori a 40 kW.

Un argomento a cui la nuova norma dà ampio spazio e quello del drenaggio dei locali pompe. Troppe volte, ad oggi, si trovano locali pompe (soprattutto interrati) completamente pieni di acqua: la norma in questo senso impone un sistema di drenaggio che consenta di portare acqua obbligatoriamente all’esterno del locale, senza rischi di riflussi o di impedimenti in caso di gelo. Particolarmente analizzati sono i locali interrati, ovviamente più soggetti a questo tipo di problema. Per essi la UNI 11292 prevede un collegamento a gravità alla rete fognaria in grado di garantire una perdita d’acqua di almeno 20 m3/h. Solo nel caso (e sottolineiamo “solo nel caso”, non quindi come semplice alternativa discrezionale) di impossibilità a realizzare la condizione sopracitata, allora si dovranno prevedere delle pompe drenanti in grado di scaricare all’esterno del locale una portata di almeno il 5% della portata massima del gruppo antincendio installato, con un minimo di 10 m3/h. Ovviamente, per chi pensasse che questa soluzione possa essere più semplice, ecco che la norma provvede subito a scoraggiarlo obbligando al raddoppio della pompe drenanti (una di riserva all’altra) e prevedendo un’opportuna alimentazione di emergenza in grado di “durare” comunque almeno 30 minuti e “tutelandone” il funzionamento attraverso apposite segnalazioni rimandate in locale presidiato. In aggiunta a quanto fin qui visto, i locali interrati dovranno essere dotati di sistemi di rivelazione e allarme di eventuale presenza di acqua a pavimento: anche i segnali derivanti da questi sistemi dovranno essere inviati ad un locale costantemente sorvegliato comunemente agli altri segnali di allarme.

In generale, nei locali pompe deve essere garantito l’adeguato riscaldamento, a preservazione dal gelo di tutte le parti presenti nel locale. Fermo restando quanto indicato dalla EN 12845, in merito alle temperature minime da seguire in funzione del tipo di pompe installate, nel locale dovranno essere previsti adeguati sistemi contro l’elevata umidità (limite massimo 80%): in questo caso la norma ci viene incontro e ci dice che garantendo una temperatura almeno di 15°, possiamo affermare che l’umidità non supera il valore limite.

Scarico fumi

Ovviamente, nel caso si installino motori a combustione interna, si dovrà fare attenzione a garantire l’adeguato scarico all’esterno dei fumi con adeguate marmitte (una per ogni motore) collegate in modo flessibile (dilatazioni e vibrazioni) e ben isolate (sia nel locale che nell’attraversamento di altri locali) sia ai fini della protezione da eventuali contatti da parte delle persone, sia per evitare il più possibile l’irradiamento del calore all’interno della stanza. La sezione di fuoriuscita dovrà essere inoltre distanziata di almeno 1.5 m da aperture, finestre, percorsi di transito, o similari, garantendo allo stesso tempo la protezione da eventi atmosferici e dall’ingresso di materiale esterno (opportuna griglia).

Fissaggio 

I gruppi pompa dovranno essere fissati garantendo la resistenza alle vibrazioni connesse con le operazioni del gruppo stesso: allo stesso tempo il fissaggio dovrà essere tale da evitare al massimo la trasmissione delle vibrazioni alle strutture, possibilmente evitando l’utilizzo di tasselli antivibranti, a meno che non specificatamente progettati.

Serbatoio del combustibile per pompe a motore diesel

La UNI 11292 tratta al capitolo 7 l’installazione e l’utilizzo dei serbatoi di combustibile. Non stiamo qui a prolungarci sulla necessità che esso garantisca stabilità, sicurezza di non danneggiamento, sicurezza contro la fuoriuscita di combustibile (anche nel senso di non inquinamento della riserva idrica). Sottolineamo invece la necessità di un sistema di riempimento fisso nel caso di un serbatoio posto ad una altezza superiore a 1.50 m e comunque quando esso supera la capacità di 50 litri. Va da sé che in caso di sistema di riempimento automatico, questo dovrà essere dotato di dispositivo di interruzione del flusso quando viene raggiunta la capacità minima prefissata per l’autonomia di funzionamento. Infine il tubo di sfiato dovrà condurre all’esterno, ad un’altezza minima di 2.5 m dal piano di riferimento e con una distanza di almeno 1.5 m da tutte le aperture presenti.

Concludendo, la nuova norma rappresenta sicuramente uno stato di avanzamento notevole nel senso della sicurezza ed abbatte sensibilmente tutta quella serie di problemi che, vuoi per una mancanza di legislazione, vuoi molto più probabilmente per una consapevole mancanza di senso di responsabilità (a favore del risparmio), giornalmente vengono registrati durante ispezioni o visite in questo tipo di locali.

Autore di questo articolo è Giovanni La Cagnina, Direttore Commerciale e Responsabile Tecnico di BM Sistemi s.r.l.  articolo tratto dal pdf a questo link





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